giovedì 11 ottobre 2012

Solo servizi Google nei risultati di ricerca?

Il più noto motore di ricerca è accusato dall'Unione Europea di comportamento anticoncorrenziale: il motivo,  pare che Google privilegi, nei risultati di ricerca (SERP), link verso i propri servizi di mappe, shopping, libri, traduttore, monopolizzando di fatto la prima pagina.

Già nel 2010 la compagnia di Mountain View fu accusata da un gruppo di società operative su internet di abusare del proprio dominio nella rete e attuare politiche di advertising scorrette, utilizzando filtri volti a penalizzare risultati di ricerca a loro sconvenienti.
A distanza di due anni Joaquìn Almunia, attuale vicepresidente della Direzione per la Concorrenza nella Commissione Europea, ha sollecitato l'amministrazione del gruppo a risolvere questa situazione per evitare un procedimento giudiziario. L’Unione Europea parla di “comportamenti anticoncorrenziali”, in quanto le aziende "concorrenti" verrebbero relegate alle pagine successive dei risultati e l'utente non avrebbe la possibilità di scegliere cliccando link alternativi.
Google intende risolvere la questione applicando etichette ai link per contraddistinguere le proprie pagine, ma da quanto trapelato dal Financial Times, la soluzione non convince, poiché non farebbe che focalizzare l'attenzione dell'utente sugli stessi.

L'Unione Europea, Almunia e tutti coloro che giornalmente vengono danneggiati dal motore di ricerca, auspicano una revisione del posizionamento dei risultati nelle ricerche. Una manovra che, se da una parte sarebbe in grado di soddisfare le richieste dei commissari europei, dall'altra, danneggerebbe vertiginosamente gli affari di Google.

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