martedì 30 ottobre 2012

Chi di menzione ferisce, di menzione perisce: @24Job e il caso #poernano

Se seguite il mondo dei social network, non potete non conoscere “epic fail” di aziende che non hanno ben chiaro come funzionano questi "luoghi virtuali" (es. Groupalia e il tweet poco felice sul terremoto in Emilia Romagna). In particolare sembra che Twitter sia facile terreno di incomprensioni.
E’ di ieri sera un’altra storia che ci ha lasciato di stucco: l’account “incriminato” - sempre su Twitter - è quello di @24job, legato al Sole24ore e dedicato a “notizie disinteressate e non rimasticate su lavoro carriere e formazione a cura di Rosanna Santonocito”. Nel momento in cui scriviamo, questo account conta più di 8.000 follower.

Il “casus belli” è questo tweet di Dario Pagnoni:

che vuole segnalare un articolo sull’imprenditorialità giovanile appunto a @24job, con l’idea che possa essere interessante dargli una maggiore diffusione.

Questa la risposta che riceve:
In pratica la semplice menzione è stata vista come un tentativo di spam, ignorando che quando si cita qualcuno in un tweet, questo viene visualizzato solo da chi è appunto citato (a meno che non lo retwitti a tutti i suoi follower) oltre che, cosa abbastanza ovvia, sulla bacheca di chi scrive.
La differenza con Facebook è sostanziale: quando si cita qualcuno su Facebook con la @, il messaggio viene pubblicato sulla bacheca di questa persona e tutti lo possono vedere, a meno di particolari impostazioni della privacy.


Altri utenti Twitter sono intervenuti nella discussione - una volta che questa è stata retwittata dal protagonista – per spiegare a Rosanna Santonocito il funzionamento di Twitter, ma la reazione è servita solo a inasprire i toni:
Come già successo in una discussione recente (in cui era coinvolto l’on. Gasparri ), viene tirato in ballo il  numero di follower per valutare l'affidabilità o meno di un account… con un atteggiamento quantomeno infantile del tipo “io ho questo e tu noooo” (ci starebbe bene anche una bella linguaccia)... uno spettacolo abbastanza desolante se si tiene conto che una delle persone coinvolte è una giornalista con una certa esperienza, ma lo scambio di battute sempre più aspre è proseguito, tra riferimenti a Dario Fo e stereotipi poco carini sulla provincia di Brescia.


Per leggere tutta la sequenza dei tweet, vi segnaliamo il link su Storify creato da @postoditacco.

Alle ore 14.40, dopo una mattinata in cui su Twitter l’hashtag #poernano è stato secondo solo all’uragano Sandy, arriva la scusa, che suona quantomeno stonata:
Al di là delle critiche che noi non abbiamo intenzione di rivolgere alla persona in particolare, vediamo di trarre degli insegnamenti da questa "lezione di social".
1) Chi gestisce un account su un social network deve avere ben chiaro il funzionamento dello “strumento”. Non c’è formazione, esperienza, ecc. che tenga: bisogna sperimentare tutto ed essere pronti a tutto. A maggior ragione se si hanno tanti follower. (Riprendendo un tweet di Rosanna Santonocito, non è una colpa avere tanti follower, ma una responsabilità).

2) Quando si lavora sui social network, si ha a che fare con delle persone, che per di più non si conoscono nella vita reale. Va bene la battuta, la critica, ma i toni non vanno mai esagerati. Non è necessario essere “esperti di marketing” per sapere come comportarsi: basta usare la buona educazione!
3) Quello che si scrive sui social (twitter in particolare) viene visto da tutti: non scrivere qualcosa di cui potresti pentirti domani.

Fateci sapere cosa ne pensate!

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