giovedì 6 settembre 2012

Gli errori di ortografia su un sito possono far perdere clienti


Capita a volte, mentre si rivede un sito in ottica SEO, di imbattersi in un numero impressionante di refusi o veri e propri “scivoloni” grammaticali, dettati spesso dalla fretta di mettere online il sito prima possibile (prima della fiera mondiale annuale del proprio settore, la vigilia di Natale ecc.)
Molte aziende inoltre non hanno un vero e proprio ufficio stampa o dipartimento marketing e affidano la scrittura dei contenuti all’impiegato di turno, sicuramente persona ottima nella sua attività quotidiana, ma che magari porta avanti questo compito nei ritagli di tempo o non ha mai avuto una vera e propria passione per la scrittura.
“H” dimenticate (oppure usate dove non servono), apostrofi di troppo, concordanze verbali azzardate e frasi contorte e ripetitive, in generale errori ortografici che hanno come primo effetto quello di far fuggire al più presto dalla pagina.
Non parliamo poi delle traduzioni in altre lingue: con l'idea di un risparmio "immediato", troppe volte sono commissionate a individui di dubbia professionalità (o semplicemente inesperti - caso tipico: “C’è mia nipote che fa la 3° liceo linguistico, chiediamolo a lei”) o peggio ancora buttate nel calderone di Google Translate.


Un appello alle aziende: non pensiate di risparmiare facendo così. Perché forse non sapete che gli errori di ortografia possono farvi perdere milioni di euro, sia in termini di vendite, sia in termini di credibilità.
Mettetevi nei panni del cliente e chiedetevi: “Comprerei un prodotto o servizio su un sito pieno di errori?”. Le risposte possibili sono due:
  1. "Compro lo stesso il loro prodotto perché è il migliore al mondo, lo dicono tutti" [buon per voi, ndr].
  2. "Mmm… mi viene il dubbio che se curano i loro prodotti / la spedizione / l'assistenza come fanno con il sito… forse non sono poi così affidabili".
Non basta: se ci tenete al posizionamento su Google, sappiate che c’è ragione di pensare che gli errori di ortografia potrebbero anche influenzarlo negativamente. O meglio, dalle dichiarazioni di Matt Cutts si intuisce che Google potrebbe favorire i contenuti ben scritti, in particolare dopo il rilascio dell’aggiornamento Panda.

Quindi, investite qualche minuto in più per rileggere e correggere i vostri testi, se gestite direttamente il vostro sito con un Content Management System (come Wordpress o il nostro V-edit), oppure chiedete una consulenza a chi può aiutarvi a rendere i vostri contenuti prima di tutto corretti dal punto di vista linguistico, e in seconda battuta completi e appetibili sia per i motori, sia per i vostri potenziali clienti. 

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