martedì 21 agosto 2012

SEO e Internet Marketing 2012 - tendenze e suggerimenti dagli USA


Mentre molti italiani sono ancora con i piedi a mollo, gli americani non si fermano e continuano a regalare consigli preziosi a tutti coloro che lavorano nel settore dell’inbound marketing e della SEO in particolare.
Dopo aver seguito il webinar “The state of SEO & Internet Marketing in 2012”, tenuto da Rand Fishkin di SEOMoz e Dharmesh Shah di Hubspot, vogliamo sintetizzare per voi quali saranno le tendenze per i prossimi mesi nell’ottimizzazione per i motori di ricerca e in generale nel web marketing.
  1. Penguin, l’ultimo algoritmo di Google, metterà la parola “fine” ai link acquistati o non “puliti”. Verranno penalizzati i siti con backlinks ottenuti in modo facile, con anchor text sempre uguale, o peggio ancora pagati in denaro contante. L’obiettivo di Google è quello di spingere a ottenere link in modo naturale, cioè grazie all’effettivo valore di quello che si pubblica.
  2. Diminuisce il valore dei domini a corrispondenza esatta (“exact match domains”), cioè i domini costituiti dalle keywords più competitive per il mercato di riferimento, come www.hotel-bergamo.com. Sottoscriviamo il consiglio di Rand Fishkin: “meglio costruire il brand”. Come? Il modo migliore è sempre quello di “metterci la faccia”: mostrare le persone che costituiscono l’azienda, con i loro contatti dettagliati e magari il link al loro profilo LinkedIn (se state muovendo i primi passi sul social network professionale per eccellenza, vi consigliamo la guida per creare il vostro profilo stilata dagli amici di Bytelite; altrimenti ecco alcune indicazioni per utilizzare in modo più avanzato LinkedIn).
  3. Aumenta l’influenza di LinkedIn, Twitter e Facebook nella condivisione dei link: se avete dei buoni contenuti, la condivisione su questi social network verrà da sé. Ma non dimenticate di inserire sul vostro sito i pulsanti per la condivisione!
  4. Aumenta l’influenza di Google+ nelle SERP (risultati delle ricerche): soprattutto grazie alla correlazione tra profilo Google+ e authorship del sito, viene premiato chi riesce a mostrarsi in modo visuale.
  5. La pubblicità su Google sarà sempre più aggressiva: dato che il CTR sugli annunci a pagamento continua a calare (cioè sempre meno persone cliccano sugli annunci Adwords mostrati a fianco o sopra i risultati delle ricerche), non solo Google potrebbe aumentare il numero degli annunci mostrati, ma li rende più invadenti, ad esempio introducendo una casella per inserire direttamente il nostro indirizzo e-mail e ricevere informazioni dal sito. Due parole sulle campagne PPC (pay-per-click): possono essere utili, ma sono sempre investimenti temporanei. Come dice Dharmesh Shah, è come se si “affittasse” l’attenzione degli utenti per un certo periodo. Considerando che il 75% dei click va ai risultati organici, un investimento in SEO è sicuramente più duraturo e può portare risultati più consolidati.
  6. Google sarà in grado di fornire delle risposte istantanee alle domande aperte. Per fare un esempio di quanto può essere potente l’“intelligenza” di Google, provate su Google.com a digitare una domanda come questa:


  7. Diminuirà anche la differenziazione dei domini nelle SERP, cioè sarà sempre più frequente vedere la prima pagina dei risultati dominata dalle pagine provenienti dal sito più influente.
Ed ora quelli che a nostro parere sono i suggerimenti più importanti per chi vuole consolidare il suo posizionamento sul web :
  1. Risolvere i problemi delle persone: creare contenuti di valore che rispondano concretamente alle esigenze “umane” che tutti noi abbiamo, sarà premiato anche da Google. Nello stesso tempo il contenuto deve essere facile da condividere.
  2. “make the web faster”: ovvero rendere il proprio sito sempre più veloce e snello, perché gli utenti abbandonano immediatamente i siti lenti nel caricamento, a maggior ragione se si connettono  da uno smartphone. Il mobile sta cambiando davvero il marketing e questo non vale solo per le aziende B2C: anche gli accessi ai siti B2B da cellulari e tablet sono in aumento, quindi è imprescindibile che un sito sia visualizzato in modo ottimale su tutti i dispositivi.
  3. Non perdere di vista le “basi” dell’indicizzazione, prima di tutto grazie agli strumenti per webmaster forniti da Google (a questa parte tecnica ci pensiamo noi! :-) 
  4. Non “pregare” gli “influencers”, ma coinvolgerli. E’ controproducente chiedere con insistenza a un personaggio influente di dar voce ai propri contenuti (pensiamo ad esempio alle “twitstar” con centinaia di migliaia di follower). E’ sempre meglio creare relazioni con queste persone attraverso i social network e, se quello che produciamo ha un valore, lo condivideranno spontaneamente.
  5. Iniziare a posizionarsi per le “long tail keywords”, cioè quelle parole chiave molto specifiche, composte anche da  4 parole o più, che singolarmente portano poche visite al nostro sito ma che nel complesso formano la maggior parte degli accessi al sito. Creando contenuti relativi ad argomenti molto dettagliati si può iniziare a farsi conoscere, per poi passare alle chiavi più competitive.
  6. Presentare agli utenti qualcosa di eccezionale, mostrare in che modo la propria azienda è diversa e migliore delle altre, magari con strumenti poco usati come i podcast o le infografiche. 
Ecco lo slideshow del webinar:






Nessun commento:

Posta un commento