giovedì 21 giugno 2012

Pane, web e salame: ogni morso, una storia


Non conoscevamo il format di Pane, web e salame, ma abbiamo colto al volo l’invito a partecipare ricevuto da una nostra partner che aveva già seguito le precedenti edizioni: il programma sembrava stimolante e a tratti provocatorio (cosa vorrà dire “sex, drugs & social networks?”), la location – il bellissimo castello Malvezzi a Brescia – di tutto rispetto e la parte “pane e salame” stuzzicava la nostra golosità, dando nello stesso tempo l’idea di una convention tra “amici” e persone alla mano.

Così siamo salite sul treno per Brescia cariche di curiosità verso questa iniziativa nata dall’idea di tre amici di unire il web, l’innovazione, il marketing e il business in una giornata aperta a tutti, giunta alla terza edizione.  In programma, gli interventi di diverse agenzie di comunicazione che avrebbero presentato alcune case histories relative alla gestione dei social network per conto di aziende operanti in vari settori (dagli elettrodomestici alla fotografia, dal b2b al gelato) e startup italiane come Followgram e Circleme che sono riuscite a farsi conoscere anche all’estero.

La giornata è per noi partita “social”: all’arrivo a Brescia non riusciamo a trovare la fermata della navetta gratuita per la sede dell’evento, ma grazie a Twitter e alla prontezza di risposta degli organizzatori evitiamo di perderla e arriviamo quasi in tempo per la prima pausa a base di succo di frutta e “spongada” (una focaccia dolce tipica della Val Camonica). Subito dopo si parte con la seconda parte degli interventi della mattinata, che – per nostra fortuna – sono un po’ in ritardo sulla tabella di marcia, così possiamo seguire  la case history di We are social, che ha creato su Facebook una community di appassionati di calcio per rendere nota la sponsorizzazione da parte di Indesit a squadre di alto livello come Milan e Arsenal; il contest di fotografia di un marchio storico come Leica, raccontato anche nei suoi retroscena con tanta umiltà da Marco Pietribiasi di Develon; alcuni spunti sul social media marketing per le aziende B2B e la campagna del marchio americano del gelato Ben & Jerry’s per farsi conoscere anche in Italia.



Ed ecco il famoso “pane e salame” ovvero la pausa pranzo, che si rivela di alto livello grazie al catering del castello (nota di merito per la mozzarella preparata al momento!): l'occasione è stimolante per lo scambio di idee con alcuni dei nostri partner, anche loro presenti all’evento, su come applicare al lavoro di tutti i giorni gli spunti che ci vengono presentati.

Si torna in sala per l’intervento video di Giovanni Scrofani di Gilda35, una community molto attiva e critica online che mette in luce i comportamenti “pericolosi” delle cosiddette “twitstar”, ovvero i personaggi noti del mondo dello spettacolo che iniziano a usare Twitter.
A seguire l’intervento provocatorio e divertente di uno degli organizzatori (Alessandro di Gummy Industries), che propone un punto di vista originale su cosa le “industrie del vizio” (porno, alcolici e droghe leggere) hanno da insegnare alle altre aziende per quanto riguarda la comunicazione sul web. Ci piace riportare un paio di spunti:
  • Produrre contenuti di qualità e comunicarli nel modo giusto
  • Capire qual è la nicchia a cui ci si rivolge
  • Creare una community

Non riportiamo qui gli esempi per evitare che Google ci consideri un blog di spam! J

Infine gli interventi che più ci hanno “lasciato” qualcosa: la presentazione di Followgram a cura di Fabio Lalli, che ha creato questa applicazione con l’idea di offrire delle funzionalità integrative al sempre più diffuso Instagram -  l’applicazione di recente acquistata da Facebook - e la presentazione delle modalità di comunicazione e di sviluppo di CircleMe, un social network concepito da un italiano e un americano per collegare l’individuo con le sue passioni.

Cosa abbiamo imparato da queste ultime due case histories?
Innanzitutto che se c’è una buona idea e c’è voglia di svilupparla e mettersi in gioco, si può arrivare lontano anche senza grossi budget.
Che per farsi conoscere, bisogna avere una storia da raccontare.
Che bisogna rispondere alle critiche, prima che ai commenti positivi, perché le critiche nascono da un potenziale appassionamento.
E che naturalmente bisogna cercare di migliorare sempre!

[update: la giornata dopo Pane, web e salame ci ha riservato un’altra sorpresa in salsa social: proprio ieri Trenitalia ha lanciato un’iniziativa su twitter (#meetFS) per coinvolgere dei blogger influenti invitandoli a viaggiare sui propri treni e a lasciare le proprie impressioni. Ovviamente l’hashtag è diventato il canale per le innumerevoli critiche al servizio da parte dei pendolari, che peraltro tutti i giorni esprimono le proprie lamentele sui social network. Se lo avessimo saputo prima, anche noi che non viaggiamo spesso in treno, una piccola critica l’avremmo lasciata: cara Trenitalia, l’aria condizionata sui treni è un toccasana quando fa caldo, ma regolata su temperatura “freezing” la rende davvero fastidiosa!]

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