lunedì 18 giugno 2012

Facebook e la pubblicità, a volte sbagliata!

A circa un mese dall’ingresso delle azioni di Facebook in Borsa, e probabilmente a seguito degli inaspettati risultati negativi raggiunti, il signor Zuckerberg ha deciso di potenziare i risultati finanziari con nuove forme di pubblicità.

Da qualche giorno, chi amministra una pagina aziendale può pubblicare “post sponsorizzati” con pochi click. Nel riquadro del post compare la voce “Promuovi” che concede all’utente, impostando un budget, di far apparire il post nella sezione Notizie a tutte le persone a cui “piace” la pagina e agli amici delle persone che interagiscono. È stato dimostrato che un post aziendale riesce a raggiungere normalmente solo il 16% delle persone collegate a questa pagina, in questo modo invece, Facebook estende la visibilità a circa il 75%. E non solo il “post sponsorizzato“ sarà nella Home di tutti, ma nessuno potrà bloccare la pubblicità tramite plug-in del browser, e ogni dispositivo accetterà la pubblicità (al contrario gli annunci pubblicitari non sono visibili da smartphone) e ogni utente lo visualizzerà come qualsiasi altro post: l’unica differenza è una fascetta a lato che ne indica la provenienza pubblicitaria.



Ma non è finita qui: voci autorevoli (TechCruch) hanno fatto sapere che Facebook sta testando una nuova forma promozionale: si chiama Facebook Exchange, e si traduce in pubblicità in tempo reale. Ogni inserzione viene proposta in base alla cronologia, e quindi agli interessi dell’utente e ai suoi bisogni in quel preciso istante. La pubblicità in tempo reale si basa ovviamente sui cookie. Se i risultati del test saranno quelli sperati, probabilmente un sistema di “real-time bidding” sarà la formula vincente per potenziare le entrate del social.

“Ma non è tutto oro quel che luccica”. Qualche ora fa è apparsa la notizia su IlSole 24 Ore: Facebook verserà 10 milioni di dollari in beneficenza per risolvere una controversia relativa alla presunta violazione dei diritti dei suoi utilizzatori. Il comunicato è stato diffuso dal New York Times: cinque utenti del social network hanno accusato Facebook di aver pubblicizzato i loro "Mi piace" su alcuni annunci (le notizie sponsorizzate) senza chiedere l’autorizzazione, né dando loro un compenso. I ragazzi ritengono che il social network abbia violato i diritti sull'uso dei loro nomi, delle loro fotografie e dei loro "Mi Piace". Dal quotidiano americano pare che l’accordo sia stato raggiunto lo scorso mese ma sia stato reso noto solo oggi per non causare danni economici alle quotazioni in Borsa.

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