mercoledì 11 aprile 2012

Facebook ha acquistato Instagram per un miliardo di dollari



Mentre noi eravamo intenti a fare il picnic di Pasquetta, su Twitter cominciava a circolare la notizia relativa all’acquisto di Instagram da parte di Facebook.
Anteprima di Instagram (fonte:  Google Play)
Tre domande vi sorgeranno spontanee: cos’è Instagram (se non lo conoscete già)? Perché Facebook l’ha comprato? E soprattutto, perché l’ha pagato ben 1 miliardo di dollari?

Andiamo con ordine. Lanciata due anni fa da Kevin Systrom e Mike Krieger, Instagram è un’applicazione nata per iPhone (solo di recente è stata rilasciata la versione per Android) che permette di applicare dei filtri particolari alle fotografie scattate con il proprio smartphone e condividerle subito online su Facebook, Twitter, Tumblr ed e-mail.  Instagram conta oltre 30 milioni di utenti, che caricano circa 5 milioni di immagini al giorno e da quando è stata rilasciata la versione Android è stata scaricata ben 10 volte al secondo [tra l’altro, qualcuno ha fatto un’analisi molto pungente  del “dramma” che hanno provato gli iphone –addicted dopo che anche gli utilizzatori di Android hanno iniziato a scaricarla].
L’azienda che l’ha sviluppata conta appena 13 impiegati e il valore stimato era di 500 milioni di dollari.
Veniamo alla seconda domanda.


Perché Facebook ha comprato Instagram?

L’obiettivo di Zuckerberg – stando al comunicato ufficiale rilasciato da Facebook – sembra essere quello di
"offer the best experiences for sharing beautiful mobile photos with people based on your interests".
Partendo dal presupposto che la condivisione delle foto è uno dei motivi principali per cui la gente usa Facebook e che a  livello di mobile Instagram è l’applicazione più diffusa, Facebook ne ha subito approfittato per migliorare l’esperienza dell’utente tra le sue pagine. Non si tratterà però di un’integrazione completa: Instagram manterrà il suo marchio e la sua indipendenza, così come resterà la possibilità di condividere anche su social network diversi da Facebook e di “seguire” persone al di fuori di Facebook stesso. Facebook aiuterà Instagram a crescere cercando  allo stesso tempo di sfruttare la tecnologia di Instagram per costruire qualcosa di simile nei suoi prodotti.
"We will try to learn from Instagram's experience to build similar features into our other products. At the same time, we will try to help Instagram continue to grow by using Facebook's strong engineering team and infrastructure".
Ma cosa c’è dietro quest’apparente filantropia?

Sicuramente Instagram stava diventando uno strumento alternativo a Facebook non solo per condividere le proprie foto rendendole più “artistiche”, ma anche per dar voce a dei veri e propri “fotomessaggi”, quindi poteva essere un concorrente pericoloso anche se il numero di utenti - finora - poteva non infastidire il social in blu.
Un’altra finalità più remota potrebbe essere legata alla diffusione di Facebook nel più grande mercato emergente: la Cina. In Cina infatti il servizio mobile - a differenza del social network - non viene bloccato dai filtri della censura, sia perché risulta avere ancora una base di utenti non notevole, sia perché non è stato contrassegnato come una piattaforma per discussioni politiche o controverse.

La previsione più stuzzicante ci è sembrata quella di Davide Pozzi – Tagliaerbe:
"Se Facebook ha scucito una cifra simile per Instagram, qualche soldino – spettro della bolla a parte – ce lo vorrà pur cavare.
E se è vero che l’occhio dell’uomo indugia di gran lunga sulle immagini – rispetto agli altri elementi della pagina – è inevitabile che dentro queste farà capolino la pubblicità: dove ci sono degli occhi che si posano, puoi star certo che qualcuno ci appenderà un banner.
Il tempo è dunque giunto, e l’in-image advertising sembra pronto ad invadere il web: vedremo se sarà proprio Facebook – con Instagram – a sdoganare il nuovo trend".
La valutazione cui si è arrivati la pone in generale tra una delle operazioni più importanti del settore: poco sotto il valore dell'acquisto di YouTube da parte di Google per 1,65 miliardi di dollari nel 2006. 
Sta per arrivare forse una nuova bolla, questa volta legata al mondo della pubblicità su mobile?

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