giovedì 22 dicembre 2011

Il 2011 visto dal Web

Il 2011 ha visto, nell’ambito dei social media, prendere sempre più piede il fenomeno Twitter come strumento di comunicazione immediata e di “citizen journalism”. I fenomeni di massa, dalle rivoluzioni di piazza dei paesi del Nord Africa alle tragedie come il terremoto – tsunami in Giappone o l’alluvione in Liguria, trovano sempre più spazio nei tweet che diventano così una sorta di “libro di storia” condensato in paragrafi da 140 caratteri.

Da qui nasce il progetto (italiano) Year in Hashtag, che ha voluto raccogliere e riproporre gli hashtag più diffusi nel corso dell’anno nei milioni di “cinguettii” di tutto il mondo, rappresentandoli con le immagini più significative.

"Perché il 2011?

Perché quest’anno, per la prima volta, la maggior parte degli eventi è stata raccontata prima, meglio o esclusivamente dalla Rete.

Uno sguardo sul 2011 che non comprenda tweet, blog, fotografie e video immediatamente caricati online è uno sguardo parziale, incapace di raccontare la vera ricchezza dei tanti eventi che si sono svolti in questo lungo e intenso anno."

Altra ricostruzione degli eventi dell’anno la fa Google con il suo video Zeitgeist 2011: Year In Review

in cui vengono riproposte le immagini degli eventi clou: dal terremoto in Giappone alla cattura di Osama Bin Laden, dall’anniversario dell’11 settembre alla morte di Steve Jobs.

Da un punto di vista più tecnico infine, come ogni anno Google raccoglie le parole più ricercate nel motore di ricerca con il sito www.googlezeitgeist.com, in cui le ricerche possono essere filtrate per mese e nazione e il loro andamento può essere confrontato tramite grafici animati.

Per l’Italia scopriamo ad esempio che la ricerca con l’ascesa più rapida è quella di Marco Simoncelli, vittima del terribile incidente al motoGp di Malesia in ottobre; alcune curiosità arrivano dalle ricerche relative al significato delle parole (e “default” non è stata la più cliccata) e dei sogni, al “come fare”, alle paure più diffuse. Lasciamo a voi l’analisi sociologica di questo "Year in the web"…

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