venerdì 25 novembre 2011

Splinder chiude: un pezzo di storia del web se ne va?

Molti di voi conosceranno per esperienza diretta o avranno sentito parlare di Splinder, una delle più famose piattaforme per blog interamente italiana. Ebbene, dopo che Myspace ha dato forfait pochi mesi fa, anche Splinder chiude i battenti con un laconico messaggio sulla sua home page:


In effetti, dall’avvento massiccio di Facebook, la maggior parte dei blog è stata abbandonata a se stessa e gli aultimi aggiornamenti risalgono al 2009 (anche qualcuno qui in Sostanza in tempi non sospetti aveva compiuto i primi passi di html proprio su un blog di Splinder…)

Alcune note su Splinder tratte da Wikipedia:

Splinder è nata da un’idea di Marco Palombi, che nel 2001 parlava sul suo blog di "The lonely net", la rete solitaria. La riflessione alla base era che visitando i siti si era sostanzialmente soli, e veniva spontaneo chiedersi cosa stessero facendo quelli che contemporaneamente stavano leggendo le stesse parole. Una prima intuizione fu quella di creare soluzioni di messaggistica istantanea e cioè tecnologie che permettessero alle persone di comunicare facilmente e in maniera immediata. Passo successivo, con la stretta collaborazione di Francesco Delfino, poi chief technology officer della squadra, fu quello di mettere insieme l'instant messenger e i contenuti, cioè il web; in particolare i blog.

[…]

Nell'ottobre 2006 Tipic viene acquistata da Dada Inc. del Gruppo Rcs.

Anche a causa della concorrenza di altre piattaforme come Wordpress.com (lanciato a fine 2005) e Blogger (reso disponibile in italiano a fine 2006), per Splinder è iniziato un periodo di declino. Questa parabola discendente, i cui primi segni hanno cominciato a scorgersi nel 2008, non ha subito inversioni di tendenza.

Questi i dati di accesso dell’ultimo periodo, ricavati da Tagliablog:

circa 100.000 utenti unici al giorno, 5,1 milioni di visite e 16 milioni di pageview/mese.

Evidentemente la struttura di Splinder non è riuscita a studiare un sistema per monetizzare concretamente i suoi blog (cosa che avrebbe potuto fare, ad esempio, con la pubblicità o con canoni annuali anche bassi per gli utenti); ma a nostro parere il declino di Splinder è legato all’avvento dei social network di massa da un lato, e da alcune carenze tecniche dall’altro. L’aggiornamento dei blog era (almeno fino a un paio di anni fa, a quando risalgono i nostri ultimi accessi) molto lento e la community era complessa da gestire. Ci auguriamo che sia possibile effettuare un backup dei contenuti inseriti, e con rammarico ammettiamo che la decisione di Dada, società che ha acquistato l’azienda, farà perdere una parte di “storia” del web, la storia delle persone che ogni giorno si sono raccontate alla Rete.

La chiusura di Splinder non deve però far pensare che i blog, intesi come strumento di comunicazione, siano in declino; al contrario piattaforme come Wordpress e lo stesso Blogger a cui noi ci appoggiamo con questo blog funzionano molto bene e riescono a restare al passo con i tempi, proponendo servizi sempre nuovi. Tuttavia il rischio di perdere i propri dati c’è sempre quando ci si affida a piattaforme di terzi. Per un’azienda che voglia creare un blog per raccontarsi e raccontare, al di là delle “distrazioni” e dallo spazio concentrato fornito dai social, è possibile acquistare un proprio dominio e installare un cms come il nostro V-edit, per avere sempre la sicurezza del backup dei propri dati.



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