venerdì 18 novembre 2011

L'adozione di cani e parole passa dai social media

La domanda che spesso ci poniamo, noi che passiamo così tanto tempo sui social media, è: "possono generare davvero un cambiamento nel mondo e nella vita delle persone?".

Al di là delle iniziative politiche degli scorsi mesi a livello internazionale (dalla "primavera araba" al movimento degli "indignados", passando per il referendum in Italia), due iniziative delle ultime settimane ci fanno rispondere "Sì, se vengono usati nel modo giusto!"
La prima storia la riportiamo, liberamente tradotta, dal sito Mashable.com.

La Best Friends Animal Society di Kanab (Utah, USA) ha creato l'iniziativa "Cani invisibili" in difesa dei cani randagi e abbandonati delle città, "invisibili" perché spesso ne ignoriamo del tutto l'esistenza.
L'iniziativa è riuscita a superare il traguardo dei 2.000 cani adottati: tutto questo grazie ai social media. Come?
Prima di tutto, attraverso Twitter e un sapiente uso dell'hashtag #InvisibleDogs per tenere traccia della conversazione e identificare l'argomento.
Il secondo passo è stato chiedere un impegno concreto alle persone attraverso un form da compilare sul sito: dalla semplice fotografia del cane al portare i cani del canile a fare una passeggiata, fino all'adozione vera e propria e alla creazione di eventi grazie al sito Meetup.com.
Una funzione chiave l'ha avuta anche Foursquare, con l'evento del 12 novembre scorso in cui si invitava a fare il check-in in alcuni canili della nazione, fotografare un cane e condividere la foto su Twitter o Facebook con l'obiettivo di trovare qualcuno disposto ad adottarlo.
Infine, i partecipanti all'iniziativa sono incoraggiati a condividere la loro esperienza e pubblicare sulla bacheca del sito le storie degli amici a 4 zampe non più invisibili, ovviamente spingendo alla diffusione delle storie attraverso i social network.

La seconda storia è invece una storia italiana: l'iniziativa "Adotta una parola" promossa dalla società Dante Alighieri in collaborazione con i più famosi dizionari dizionari italiani (Devoto-Oli, Garzanti, Sabatini-Coletti, Zingarelli) per la difesa della nostra lingua.
Scopo del progetto è combattere l'impoverimento della lingua chiedendo di "adottare" a chiunque lo vorrà una o più parole in "via d'estinzione" o non utilizzate in modo corretto, con la promessa di usarle il più spesso possibile. In questo modo si favorirà non solo una conoscenza più ampia del lessico, ma anche il monitoraggio sull’uso di alcuni termini.

Per partecipare basta andare sul sito http://adottaunaparola.ladante.it, cliccare su "Vocabolari" e cercare tra le parole proposte quelle che sono ancora adottabili. Tra queste troviamo parole decisamente tecniche come "aeroturbina", "apofisario" o "betabloccante" ma anche lemmi dall'uso più comune come "appisolarsi", "imbestialire" o "babbeo"; una volta scelta la parola, si compila un form di iscrizione al sito che richiede anche di segnalare la motivazione della scelta e il tipo di impegno ("Mi impegno a segnalare su questo sito, quando eventualmente ne venga a conoscenza, i casi in cui la parola viene usata in modo non adeguato" oppure "Mi impegno ad usare la parola scelta tutte le volte che se ne presenterà l'occasione."). Una volta adottata la parola, si diventa suoi custodi per un anno e si riceve un attestato elettronico che ne certifica l'adozione. Se una parola è già stata adottata, si può comunque diventare un sostenitore.

Anche in questo caso i social network hanno avuto un ruolo fondamentale per la diffusione di questo progetto simpatico e lodevole, ma avrebbero potuto essere usati meglio: sul sito sono presenti i social buttons di Facebook e Twitter per diffondere l'iniziativa, ma non è stato creato un hashtag corrispondente. Infatti #adottaunaparola si riferisce a un'altra iniziativa portata avanti in Emilia Romagna per migliorare le parole di Wikipedia relative alla regione. Si è creata quindi un po' di confusione che forse avrebbe potuto essere evitata.

Due iniziative comunque interessanti che mettono in luce la forza dei social media, alla faccia di chi dice che sono solo un passatempo!

Nessun commento:

Posta un commento